Tesi @Perigeo #11: frane sismoindotte in Eritrea rapporti tra falda acquifera e faglie in zona Etnea
È sempre un piacere quando dei ragazzi brillanti decidono di svolgere il loro tirocinio di laurea nel nostro gruppo di ricerca. È il caso dei 2 tesisti che si sono laureati in Scienze dell’Ambiente e della Natura nella sessione di dicembre 2024.
Lorenzo Massa ha presentato una tesi intitolata “Evaluation of the potential of Automatic and Semi-Automatic Pixel-Based Methods for Detecting Seismic Landslides in Arid Environments”. Lorenzo ha analizzato i movimenti franosi indotti da un terremoto avvenuto in Eritrea nel dicembre 2022. Il contesto desertico è particolarmente complesso per l’identificazione di movimenti franosi tramite dati telerilevati. Lorenzo ha realizzato un dataset di frane sismoindotte e ha sviluppato e testato diversi metodi di classificazione semi-automatica. I risultati ottenuti potranno essere usati per lo sviluppo di modelli predittivi più accurati in contesti “difficili” e poco studiati in termini di frane sismoindotte, come appunto quelli desertici.

Luca Spagnolo ha discusso una tesi intitolata “Idrogeologia e fagliazione superficiale del versante orientale del vulcano Etna”. L’obiettivo della tesi era quello di ricostruire l’assetto tridimensionale nel sottosuolo della falda acquifera, e di individuare eventuali correlazioni tra la falda stessa e le numerose faglie presenti nell’area. Partendo dall’analisi dei livelli dell’acqua registrati nei pozzi piezometrici, è stata ricostruita la superficie piezometrica e lo spessore dell’acquifero. La creazione di profili geologici che attraversano le strutture tettoniche ha permesso di verificare che, dove le faglie si muovono prevalentemente per creep asismico, la falda presenta spessori più elevati e le vulcaniti presentano spessori minori. Dove invece il rilascio di energia lungo le faglie avviene mediante terremoti, lo spessore della falda è più ridotto e quello delle vulcaniti più elevato.

